Pittore, scultore, designer e poeta, Andrea Biffi è nato a Bari città nella quale ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte presso l’Istituto Statale d’Arte.

Membro onorario di molte accademie, ha esposto le sue opere pittoriche e scultoree in diversi musei di prestigio. Pluriaccademico, è recensito sulle più importanti riviste d’arte e sui più diffusi cataloghi d’arte moderna e contemporanea.



Ingranaggio Plastico del Caos Mentale

Elena Gollini

Curatore d'arte e giornalista

La produzione artistica di Andrea Biffi si muove e spazia su un mix di versatili incipit creativi, che fanno apprezzare sotto diversi punti di vista le sfumature costitutive delle opere e consentono l'acquisizione di più chiavi di lettura interpretative. Accosta con sapienza esecutiva le sequenze della narrazione e le accorpa in fusione armoniosa, generando immagini e prospettive che si accostano ad un figurativo di moderna impronta concettuale, che utilizza un linguaggio composto da formule simbolico-metaforiche combinate e congiunte insieme nell'orchestrazione compositiva. Un'originalità non convenzionale contraddistingue l'impianto scenico e lo rende da subito accattivante, frizzante, coinvolgente sia nell'impatto estetico, che in quello contenutistico. Il suo fare arte è concepito come slancio appassionato e dettato da entusiasmo e propensione. Il suo progetto sperimentale diventa un cammino di attenta e ponderata riflessione, che si lega con i sentimenti, le esperienze, le pulsioni, la capacità tecnica e strumentale, la perizia progettuale. Il suo modo di fare arte è sinonimo di rispetto per il particolare, per l'immagine colta e ricercata. La coerenza, la sicurezza e la dimestichezza nel mestiere lo rendono un artista completo e consapevole, che orienta e dirige le propria ricerca perseguendo traguardi ben mirati e ben finalizzati.

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T.S.B.

Giorgio Di Genova

Senza la lezione dell’Informale non credo sarebbe stato possibili molti discorsi, tra cui quello relativo alle criptiche sagome dipinte da Andrea Biffi. Il fatto che l’artista celi le sembianze in modo pressoché totale (senza il suo commento nessuno avrebbe potuto individuare le modulate morfologie né tanto meno decifrare l’acronimo “T.S.B.”) potrebbe dipendere dai risvolti autobiografici dell’opera, tradotto in rebus per pudore. E’ tipico del simbolico dire e nel contempo non dire. Infatti il simbolo è formato da una parte irrazionale e da una razionale. Ed a questo “velo” Biffi è ricorso nella sua opera.

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L'opera sia pittorica che scultorea di Andrea Biffi testimonia una ideale partecipazione alle vicende di un tempo come quello presente in cui le trasformazioni operate o provocate dall'uomo sembrano sempre più soffocarlo in una condizione coercitiva dalla quale egli sente tuttavia di dover uscire.

Il portato di una tradizione e di una civiltà culturali che hanno ancora presente il senso della bellezza pur ponendosi angosciosi interrogativi sulle incognite del futuro, si rivela nell'adozione da parte dell'artista di una tecnica peculiare di definizione della forma in una impeccabile evidenza plastica. A questa controllata costruzione della struttura compositiva egli sovrappone libere e inedite associazioni simboliche che assumono significati più complessi di pregnante aderenza ai problemi del nostro tempo.
I Maestri del colore - Grandi Artisti
dal 1947 al 1987


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