andrea biffi

Poesie




POESIA I

Patina secolare di cruccio
stato grigio
che bagna parvente sereno.
Ho visto cadere
petali leggeri dischiusi a novella fioritura
come sassi
d’arcano tempio: l’infedeltà.
Maledizione innata
tortile radice
che si moltiplica e cresce
erba ostinata
sui muri giganti.
Viale aromato
di sanguigno olezzo papaverino
un tempo percorso piano
per non lasciare impronta
d’irripetibile incanto
i tuoi occhi smarriti nei miei.
Avvilente pellicola muta
di pensieri stanchi.

POESIA II

Follie di avanzata età
di me
che ho malvestito
l’abito succinto
d’ereditato titolo.
Al diavolo!
i saggi consigli dei saggi andati
e bando alle polemiche
della gente bene…
li soffochi lo stupore in gola
e incredulità
la mia libertà interiore
l’irrefrenabile euforia
e audacia.
Spettacolo gratis oggi
Mostrandomi senza alcun ritegno
a basso rango e forse più…
di questo pure son capace io
per amore ed altro
scivolare a sottostrati d’intelletto
d’aspetto e di cuore
“prodigio novello”
per un consumato prodotto:
il fango.
Imponitrice borghese
d’inarrendevole malcostume
e spirito
la vita
per essere goduta.
Incomparabile bagno.

POESIA III

Passerà la notte
nell’angoscia di te
coi profumi
delle stelle a festa
e il brillare dei tuoi occhi
d’innamorata.

Passerà la notte
dei dolci calori
asfissianti
dell’ultimo canto
della cicala
e il mio sussurrarti piano.

Passerà la notte
dove in te
mi sono perduto
e con te
la mia vita.

POESIA IV

Macchia indelebile
la caduta senza rumore
del creduto embrione
si stella
nella sabbia eterna
del deserto.
Retrospettiva nostalgica e lacunosa
una camicetta bianca
a palline rosse
le corse frenetiche all’amore
sulle onde di grano al vento
e il misterioso navigare
in acque gonfie di promesse.
Ancora la tua immagine
sul piano sghembo della consolle
dove giganteggi sfogliando margherite
col solito sorriso di luce
e immutato profumo nel cuore
delle mie notti lunghe.

POESIA V

Incontro di sguardi
e scontro di emozioni
nel cerchio ristretto
delle deduzioni improvvise
il ritrovato coraggio
per soffocare chimere altrui
come sinistra folata
su lastre d’ametista
               la mia voce…
insolita eco negativa
di sofferto ma inevitabile addio
a chi dimessa amante
non ha demeritato
per ritrovarsi tanto…
eppure
non mi sfiora la sua immagine
supplichevole
adesso che tempo di più maturo incontro
mi avvince e vince
tentennamenti di sorta.
Magico momento d’amore
                            questo
Legato pure al fragile anello
di giurata promessa dell’altra…
Candidi altari fioriti
e la smorfia ben celata
              d’invidiosi
…un rischio gravante
              da correre
con elastico entusiasmo
e un pizzico in più
d’infantile incoscienza
per vagliare
e sfidare a viso aperto
una volta per tutte
              il Fato strambo.

POESIA VI

Questa notte
ubriaco di nostalgia
mi son portato furtivo
davanti la vetrina
che vide giulivi
              i nostri cuori
specchiarsi in promesse.

Quel manichino
vestito di bianco
coi fiori di arancio
e la ghirlanda in testa
non ha mutato sorriso
                            ma
del canto di chiesa
che soave riempiva
              gli orecchi
nemmeno una nota.

POESIA VII

Tu non saprai mai
del tormento
del pensare
la tua ostentata indifferenza
le notti insonni
o mancate preghiere
e di un canto doloroso
che in crescendo
              sale…

Tu non saprai mai
dell’ostinato vagare con te
per i campi d’asfodeli
quando estranea ti sento
              e lontana…

Tu non saprai mai
che è questo silenzio
d’angoscia
              la mia virtù.

POESIA VIII

Io tornerò
occhi dischiusi
all’ultima chimera
a soffice carezza
              ancora
e sfiorata felicità.

Io tornerò
Riconoscente
a chi inconscia
donò un sorriso
che poteva essere luce
              e non sarà.

Io tornerò
testa bassa
a bianca strada di sassi
e lunga preghiera
incontro
un orizzonte scuro.

Io tornerò
Freddo
alle ombre immesse
della mia solitudine
                            cara.

POESIA IX

Un giorno o l’altro
tardo o presto saprò
quale volto avrà
              la “Dea della Follia”
che indomabile
si affanna
a farmi recitare a comando
amante di stupide commedie
da quando
bambino
mi piaceva
giocare all’amore
con bambole di cera
e cuori di latta.
Forse…
Allora
Sarà tempo di rivalsa
o di immane tragedia.

POESIA X

Il vento a levante
si leva quasi con rabbia
stanotte
che tra cani famelici
e scordato canto
di ubriaco cornuto
svuotato mi aggiro
in affannosa ricerca
per i vicoli angusti
              di periferia
a leggere necrologi d’amore
sui muri bianchi di calce.
Ombre sottili
del tuo sorriso lucente
negli occhi accesi
del gatto spione
come fratture
su sfere di ghiaccio.

Per te
Irriverente ragazza
un rivolo di sangue.
Veleno di fonte sicura
che sgorga
da traboccanti recipienti
e
un brivido in più
per non cambiare metro.

POESIA XI

Presagio ferale un gatto nero
sull’arco obliquo del mio domani.
L’ultimo sole d’agosto
Ha accorciato l’ombra della speranza
affogandola
nel lago umido delle tenebre.
Notte insonne
Lacrime di sangue sul cuscino
e nuovi approcci con la pazzia:
convenzionale
questo metro di vita
fedele pure
come la mia cattiva immagine
allo specchio.
Puntuale e metodico
il creduto amore
che viene per andar via.
Sarai ancora
in una nostra strada
in una canzone cara
nella pioggia che cadrà
e in ogni dove
poi in un breve - lungo tempo d’angoscia passerai.

POESIA XII

Tre suoni di clacson
nella notte silente
              come gong
segna l’atto cruciale
di una lunga farsa
venuta a noia.
Seminascosto da una persiana
un volto spiaciuto…
sopra un balcone un altro
        osserva impietoso
ed era proprio il tuo volto
         ingrato amore.
Adesso si chiude.
Il gatto a due code
quella di paglia
e l’altra bruciata
per colmo di iattura.
Scherzi meschini del cielo
messe di fallimenti
dissetanti di fuoco
              e veleni
per l’ingorda terra.

POESIA XIII

Qualcuno
medita profondo
sull’equivoco che brucia
nato sadico
nel clima della grande festa:
la fraintesa concomitanza
di chi bleffa con passione
e chi bara con se stessa e si compiace?
Fortunato
a chi è dato scoprire
il micidiale gioco
di chi care porta
le sue carte al petto.

Qualcuno
che fuori divertito sta a guardare
un altro dannato scherzo del Diavolo.

A me piace
tintinnare il calice d’amore
ricolmo d’incertezza
con chi
dentro campane di cristallo
se ne sta
compunta ad aspettare
brindare
a ubriachezze nuove
e soffocare l’ansia di un rifiuto.

La mia vita nuda

abulico espongo
allo strano vento
che si rinnova e inganna.

POESIA XIV

Pesanti onde d’infedeltà
naufragano resti di cuore
negli abissi profondi
              della sfiducia.
Gabbiani d’argento
si affollano taciturni
intorno a fari spenti
d’insanguinate scogliere.
Indicibile l’amarezza
d’incessante attesa
sciorinata con cautela sui fili d’illusione
recisa con scalpore
a suon di tradimenti…
……
e opprimente scenario
l’irrefrenabile pianto
su orbite scarne d’esangue profilo.
Vicini sentori di morte
brama di pazzie
e arsura di veleni
nello spazio greve
d’incandescente passione
e stramaledetta viltà:
il camposanto due passi a sinistra
l’arma omicida della catarsi
e la bigotta pronta al requiem.

Rammaricanti vedute
d’estemporanei capolavori
lo stupore
l’odio
e lo sgomento odierno
per un sofferto
amato – odiato – amore
disumana lotta.

POESIA XV

Trama ambigua d’amore
così…
per coerenza.
La morte oggi non basta
a incutere timore.
Una goccia di veleno
e un pianto convulso
una sigaretta in più
e la risata sadica
di chi intendere non potrà.
Alle soglie dell’Inferno
il Diavolo scodinzola festoso.
Notte dei desideri
il canto sguaiato del “brillo”
e quello dei gatti sui tetti.
La falce di luna ha mietuto
il grano immaturo e un papavero femmina:
macchia sanguigna
in amaro pane caldo.

POESIA XVI

Attenderemo domani
allorchè
dribblati gli sguardi
indiscreti
degli ultimi curiosi
avvinti
da irresistibile passione
torneremo in silenzio
a parlare di sogni…
Attenderemo domani
allorchè
defilati abilmente
a gli sguardi meschini
d’invidiosi
gelosi custodi
di un caro segreto
ordiremo mondi dorati
per fiabeschi tappeti
da planare furtivi – in cieli proibiti.

POESIA XVII

Mi è caro
sbirciare il mare
vestirsi d’argento
l’olezzo della terra in fiore
e il canto d’amore dei grilli
adesso che sorte strana
levata da letargo
è scesa
meraviglioso incanto
da ignote contrade
su detestate pianure a mietere
la spietata logica del tempo
che è fieno bruciato
trascurato al vento.
Mi è caro adesso
il sapore amaro d’innovata ironia
che incerto esala alla luna
mi ammalia per dolcezza
e il cuore porta con sé.

POESIA XVIII

Ordendo
inquietanti trame d’intesa…
lontano da sguardi
                        indiscreti
forte di un vento
favorevole e raro…
ho tessuto tappeti dorati
che mai decolleranno
per i lidi indimenticati
                        e a me cari
avvinto ai fragili anelli di luce
sorrisi di stelle vaganti
                        che so già
protesi
a ben altre siderali certezze
del tuo esserci.

POESIA XIX

Nella notte
quando l’oceano
pago del suo furore
si addormenta
quando
il disco rosso di sangue
traspare
dietro nubi bianche
che sono bianche lenzuola
del cielo
e in lontane contrade
si perde
lo schioppo di un’arma
omicida
nella notte
quando muto
si specchia
         il mosaico della tua immagine
sui muri filati
che son filate pareti
del mio cuore
in frantumi
la mia vita con te.

POESIA XX

Spaventapasseri siamo
                  Macilenti
di terre senza spighe
migrati i passeri delusi
il sole ha cambiato paese
fantocci di paglia
issati a fradicio legno
cadenti croci
di un camposanto
         dimenticato
a salvaguardia
di brandelli e toppe
                  multicolori
come girandole esposte
ai venti più strani.

POESIA XXI

AMORE NON AMORE

Risalendo il corso
dei lusinghieri traguardi
della novità che brucia
e d’egoista desiderio…
dove sei scesa ambita
ai fini di chi care conosce
innate paure…
tu manchi d’un tratto di sue tenerezze
amore…pur quanto ti brami.

Ora in fretta passi
“privilegiata tuttavia”
sulla strada sinuosa
delle mille incoerenze
e assurde libertà;
eppure in me cadi
quale goccia di vita.

Io distruggo in un sorriso
e un’amara smorfia
il tempo e le cose
che sento sfiorire anzitempo.

Tu non saprai mai delle mie incertezze
inevitabili lacune e stravaganze.
Ti spegni meraviglia
dalla breve vita di giglio
e profumati veli
in un giorno che luce sereno
neppiù s’adombra
d’impossibili domani.

A me piace
tintinnare il calice d’amore
ricolmo d’incertezze con chi
dentro campane di cristallo
se ne sta
computa ad aspettare.

Brindare
a ubriachezze nuove
e soffocare l’ansia
di un rifiuto.

La mia vita nuda
abulico espongo
allo strano vento
che si rinnova e inganna.